Il Piatto delle aste

 

di  Mauro Loreti
studioso e storico di Tuscania e della Tuscia

 

Il Piatto delle aste di Toscanella

Nel 1998 Claudia Piergiovanni scrisse:” La denominazione di uso locale dell’oggetto in questa sede esaminato è “Piatto delle Aste”, mentre la denominazione ufficiale dello stesso è “Sistema della candela vergine”. Il diametro del piatto è di 20 cm. Ed è alto 12 cm.; presenta 18 piccoli fori nei quali erano messe le candele che venivano accese nel momento in cui cominciava l’asta. Il piatto è in ceramica in smalto invetriato con al centro disegnato lo stemma del Comune di Tuscania in differenti colori: blu cobalto, marrone di manganese (il contorno del disegno) , giallo ferraccia e verde ramina: lo stemma riportato è uno scudo con al centro una croce marrone su di uno sfondo bianco (lo stemma del Comune di Tuscania non è qui rispettato, perché in realtà è rappresentato da una croce bianca su di uno sfondo rosso, sormontata da una corona). Lo scudo si trova all’interno di una decorazione a festone con sopra una corona che indica il riconoscimento di Tuscania come “Città”.

L’oggetto, che si suppone possa risalire al XVII secolo, è localmente definito “Piatto delle aste” e rappresenta un pezzo unico per Tuscania. Infatti si tratta di una “Alzatina” (piatto con una base un po’ rialzata). L’oggetto è conservato presso l’Ufficio Cultura del Comune ed è in buono stato di conservazione. Il piatto era utilizzato dall’Amministrazione per “l’Asta Pubblica”, detta anche dei “Pubblici incanti”, consistente in una gara nella quale ciascun concorrente tende a fare, nei limiti delle sue possibilità e del suo interesse, offerte sempre più favorevoli per la pubblica amministrazione. Al termine il contratto è aggiudicato al migliore offerente. Base unica della gara è il prezzo: nei contratti attivi essa si concretizza nell’offerta di prezzi via via maggiori mentre in quelli passivi nell’offerta di prezzi sempre minori. L’asta consta di due momenti: l’avviso d’asta e la celebrazione dell’asta.”

Nel 1999 Luciano Laici aggiunse:”Forse non tutti sanno che all’interno del palazzo comunale è conservata una maiolica del 1600 (a forma di piatto piano) con dipinto al centro lo stemma del comune di Tuscania. Il piatto ha un diametro di 21 centimetri e nel bordo, disposti in maniera circolare ci sono i buchi. Veniva usato e,volendo si potrebbe usare ancora oggi, per fare le aste col sistema della “candela vergine”, sistema regolato dalle leggi statali. Veniva utilizzato per aste riguardanti la vendita del legname ricavato dal taglio delle dodici sezioni (oggi 22) del bosco ceduo comunale “Bosco Riserva” di circa 900 ettari. Ecco come si procedeva all’asta. 

Supponiamo che il prezzo di una sezione del bosco (era tagliata quasi sempre una sezione all’anno) venisse fissato il lire 6 milioni ed il prezzo minimo di offerta in aumento da aggiungere in 100 mila lire: il banditore, che era quasi sempre il messo comunale, accendeva una candelina (che ardeva circa mezzo minuto) o, in mancanza di quella, un fiammifero e ripeteva due volte : “ Sei milioni, sei milioni!”. A quel punto un offerente dichiarava mentre la candela ardeva : “Sei milioni e cento!”. Il messo comunale accendeva un’altra candelina , spegneva la precedente e diceva :”Sei milioni e cento, sei milioni e cento!”. Dopo la duplice enunciazione un altro offerente diceva, mentre ardeva la seconda candelina:”Sei milioni e duecento!”. E così di seguito fino a quando una candelina si spegneva “vergine”, ovvero senza che nessuno dei presenti avesse lanciato un’ulteriore offerta.”

Nella biblioteca comunale di Tuscania c’è una scheda, redatta da Enio Staccini, relativa agli oggetti storici, documentari o di pregio di proprietà comunale , che si riferisce a questa piatto delle aste :”Alzatina in ceramica usata in passato nelle aste pubbliche dette con il “sistema della candela vergine”.
E’ un oggetto in ceramica ad un piano con piede centrale, piccolo bordo superiore e stemma del Comune dipinto al centro; una serie di piccoli fori (18) corrono  attorno allo stemma disegnato nei modi tipici del XVII secolo. I colori dello scudo sono invertiti.

La collocazione attuale è sconosciuta.  Collocazione originaria: in consegna ai messi comunali fino a Luciano Laici; in deposito presso l’ufficio del Sindaco fino a maggio 2001. E’ una ceramica a smalto stannifero (cioè a base di stagno, ossido di piombo, sabbie silicee che danno l’effetto vitreo, un elemento alcalino e vari ossidi metallici per ottenere i colori). Il diametro è cm. 20 .

 

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Il Palazzo di Alfonso Donnini


di Mauro Loreti

studioso e storico di Tuscania

 

Alfonso Donnini nacque a Toscanella  alla fine del 1500, era figlio di Francesco; la famiglia risiedeva nel bel palazzo nella contrada di San Pellegrino. Lavorò a Roma in Campidoglio come scriba senatus ( segretario).  Amava l’arte e quindi raccolse tanti oggetti nel suo palazzo.
Non aveva famiglia ed allora il 5 maggio 1651 chiamò un notaio e fece scrivere il suo testamento:

Perché dall’Eminentissimi Signori Vescovi della Città di Toscanella è stato detto al detto Signor Testatore più volte, che se loro avessero avuta abitazione buona in detta Città di Toscanella loro c’averiano abitato molti mesi dell’anno,  che non ci abitano per non avervi abitazione buona, perciò,  avendo esso Signor Testatore riguardo al Servizio della Chiesa di Toscanella e delle anime che sono in detta Città,  lascia alli detti Eminentissimi Signori Vescovi , che saranno di detta Città, la Palazzina o Casamento che ha in detta Città di Toscanella con tutti li marmi bianchi e mischi lavorati e non lavorati, statue e tavole e tavolini et altre pietre di qualsivoglia sorte. Item lascia similmente alli suddetti Signori Vescovi il Giardino attaccato e contiguo o, per dir meglio, conionto con la suddetta Palazzina con tutto quello che è dentro come pile di marmo e fontane, cannoni di piombo che fanno giochi di acqua et altre spettanti a detto Giardino … dichiarando e proibendo che non possino levar via né portar fuori della suddetta Palazzina cosa alcune delle lassate, né se ne possano servire altrove ma che il tutto debba restare sempre fermo in detta palazzina per abbellimento  in detto luogo, dichiarando anco che detti Signori Vescovi non possano locare né affittare o in qualsivoglia altro modo dare, né concedere la detta palazzina e giardino e tutto altro da detto Signor Testatore lasciato, ma debbano stare per usi loro e non d’altri senza alcun deterioramento tanto della Palazzina , come Invetriata e tutto quello che vi ha lasciato dentro. …
Esecutore del Testamento esso Testatore deputa il molto illustrissimo Signor Hippolito Cavetani de Toscanella con tutte et singole facoltà et autorità che si sogliono concedere a simili Esecutori Testamentari.”

Nella descrizione del suo palazzo si legge che era composto da:  atrio, sala della galleria, stanza vicina alla sala, stanza contigua, altra stanza contigua,  Ringhiera di ferro,stanza vicino alla cappelletta,  piano nobile con l’appartamento per il vescovo con quattro stanze, loggia del giardino,  secondo piano,  scuderie, giardino con cinque fontane e la peschiera.
Nel 1653 fu posta quest’iscrizione per la memoria :
“ALPHONSO DONNINO CIVI TUSCANENSI S. P. Q. R.  SCRIBAE QUI ERGA PATRIAM    HAEDES HASCE STATUIS TABULISQUE EXORNATAS HORTUMQUE FONTIBUS IRRIGUUM EPISCOPIS HUIUS CIVITATIS UT COMMODIUS DIUTIUSQUE INCOLERENT EX LEGATO RELIQUIT FRANCISCUS MARIA CARDINALIS BRANCATIUS EPISCOPUS TUSCANENSIS ET VITERBIENSIS  AMICO BENEMERENTI GRATI ANIMI MONUMENTUM POSUIT ANNO DOMINI MDCLIII “.

Dopo il terremoto del 1971 fu prelevato tutto ciò che era nel palazzo vescovile ed ora è completamente vuoto. Ciò che c’era è disperso o è a Viterbo: la statua del periodo romano di Artemide Efesia, la statua in marmo di David,  una statua acefala in marmo bianco, i busti marmorei,  lo stemma farnesiano in marmo bianco, dipinti, tavole intarsiate.  Speriamo che presto riprendano i lavori del definitivo restauro e che il palazzo torni ad essere usato dalla Chiesa di Tuscania. Auspichiamo che anche i beni che sono stati spostati, a causa del terremoto,  possano essere qui  riportati.


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